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23 mar 2010

Your shadow..


La tua ombra cambia forma in viaggio, si ingobbisce su una duna, si spezzetta nel sole dietro a una grata, si frantuma sui sassi, vibra dal finestrino di un treno, si irrigidisce, lunga, nel tedio di una pianura coperta di brina. Danza sul telo mosso dal vento, si impenna contro una roccia, dando, talvolta, al tuo profilo angoli bizzarri. Vedendo la tua ombra cambiare, ti accorgi che muovendoti non rimani mai uguale.
[Marco Aime, Sensi di viaggio, 2005]






(Merowe, Sudan - 26.10.2007)





Your shadow changes shape on the road, hunched over a dune, it divides into the sun behind a grating, it shatters on the rocks, vibrates on a train window, it freezes, long, in the tedium of a plain covered with hoar-frost. It dances on a cloth moved by the wind, it soars over a rock, giving sometimes to your profile bizarre angles. 
 Seeing your shadow changing, you realize that by moving you’ll never be the same.
[Marco Aime, Sensi di viaggio, 2005]






 (Nile river, Khartoum, Sudan - 27.11.2009)


14 mar 2010

My fellows travellers!!

Unkonda, Jaime and...Bongo (as Shella representative)!!!

Thank you!





KRT-NBO-LAU-NBO-MXP

Midnight flight, morning landing, rain, airplane again...and than only sun, friends, beaches, waves, cold breeze from the ocean, octopus and calamari, hakuna matata, maulidi mubarak, dhow race, dreads, unkonda and her laughs, the blonde photographer and her lessons, tusker (only one..and another..and another..and another..), pink and blu uniforms, polaroids, floating party, sunset, relax, stars, system shut down.

I've got back my dreams, something was (also) mine.

And now it's time to get up.
Life is in my hands and I like it.
I love travel, I love my work, I love meet people, I love colors and music.








26 feb 2010

In Africa...

"In Africa, when elephants are fighting the grass is suffering"
"In Africa, quando gli elefanti combattono è l'erba che soffre"

[Proverbio africano]


Purtroppo è proprio così.
E questo lascia la bocca amara e non è accettabile.
Perchè non siamo qui per badare agli elefanti, ma ai fili d'erba.



28 dic 2009

Il mantello del passato

"Il mantello del passato è fatto con il tessuto delle emozioni della nostra vita e cucito con i fili enigmatici del tempo. In genere non possiamo fare altro che avvolgercelo intorno alle spalle per trarne conforto, o trascinarcelo dietro mentre ci sforziamo di proseguire il nostro cammino.

Ma tutto ha una causa e un senso.

Ogni vita, ogni amore, ogni azione, ogni emozione e pensiero hanno una ragione ed un significato. E a volte riusciamo a vederli. A volte vediamo il passato con tale chiarezza, e le parti che lo compongono ci appaiono con tale limpidezza che ogni cucitura del tempo rivela il suo scopo, il messaggio che contiene.

Nella vita di ognuno di noi, poco importa che sia vissuta nell'abbondanza o nella miseria, nulla porta più conoscenza del fallimento, e più chiarezza del dolore. E nella minuscola preziosa saggezza che otteniamo, quei nemici temuti e odiati, dolore e fallimento, hanno diritto e ragione di esistere".


(G.D. Roberts, Shantaram)


13 dic 2009

Allaround


E' solo un piccolo inizio, ma spero di poterlo presto coltivare e farlo crescere. Non è una mostra delle foto più belle ma è un tentativo di raccontare storie. A modo mio.
O meglio, è un tentativo di raccontare storie come io le ho viste, lette, interpretate, sfogliate, tradotte, capite, vissute. O immaginate.
Siamo immersi nelle storie, storie di tutti i giorni, della gente, storie di streghe, maghi, principesse e principi, storie allegre, drammatiche, attuali, inverosimili, banali, avventurose, stupide, avvincenti, ecc...
All around us.
C'è chi le sa raccontare, chi le sa scrivere, chi se ne frega, chi preferisce dimenticarle. Questo è il mio tentativo di raccontarne qualcuna che merita di essere raccontata.

Anche se alla fine meriterebbero di essere raccontate (quasi) tutte.


1 dic 2009

Cartoline dal campo...



World AIDS day 2009 - إتاحة الصحة للجميع تجسيد لحقوق الإنسان


E in questa occasione il pensiero va ai miei nipotini (e non solo) in Kenya e a tutte quelle persone che stanno dando il massimo, sempre, e che credono che un mondo migliore sia realmente possibile.
Quante lezioni mi avete dato.
Tutti.
Grazie.

28 nov 2009

It's me..

26 nov 2009

Acqua.

L'acqua.
Quante volte a
bbiamo sentito dire a scuola che la vita ha avuto inizio in acqua? e quante volte alla televisione abbiamo sentito parlare della NASA che cerca acqua sulla luna o su marte? quante volte dopo una partita a calcio sotto il sole estivo o dopo un lavoro pesante ci siamo sentiti "morire" di sete?


Se ripenso al
mio (seppur breve) gironzolare per l'Africa uno degli argomenti che mi hanno fatto costantemente riflettere è stato quello dell'acqua e tutt'ora qui, in Sudan, specialmente nel campo di Mayo, si ripropone ogni giorno.
Non importa che sia Kenya, Tanzania, Uganda, Rwanda o Sudan...perchè di qualunque posto si parli ecco che alla mente tornano uomini, donne o bambini (di qualunque età), secchi, barili, contenitori di ogni genere, laghi più o meno grandi, pozzi e pozzanghere, fiumi, km e km, asini, carretti, spalle allenate a portare pesi, teste cariche, lunghe attese...

Ricordo Otati, in K
enya. Un bellissimo mercato pieno di vita, un punto di incontro per la gente delle colline attorno, un posto magnifico a metà tra il verde della vegetazione e il blu del cielo. Un posto che noi, nella stagione secca, partendo dalla riva del lago Vittoria, abbiamo raggiunto in un'oretta (o forse qualcosa di più?) col LandCruiser. Ed è stato inevitabile da lassù pensare a cosa voglia dire in termini di fatica e di sacrificio dover procurarsi dell'acqua per poter (soprav)vivere lassù. E non si parla ovviamente di docce o chissà che altro, ma solamente di bere, far da mangiare e garantirsi un minimo di igiene personale. Tutto questo significano ore con un asino e due piccoli barili da 40 litri legati sulla schiena, un sentiero o una strada sterrata. E in certi mesi dell'anno significa anche dover camminare nel fango che si attacca ai piedi rendendoli pesantissimi da sollevare o che fa sprofondare fino alle caviglie.

Ricordo grosse poz
zanghere marroni lungo il bordo della strada e decine di persone intente a lavare vestiti o qualunque altra cosa, riempire secchi e bottiglie, farci il bagno con un pezzo di sapone preso al mercato.

Ricordo il grosso contr
asto della vegetazione sulla stricia intorno al Nilo che improvvisamente diventa solo sabbia, sassi e qualche piccolo arbusto.

Ricordo il pozzo di Naga, nel deserto sulla st
rada di ritorno da Merowe. Un buco nella sabbia, nero, senza fine, chiuso da un coperchio di lamiera. Niente a che vedere coi pozzi che possiamo immaginarci noi, quelli delle corti rinascimentali o quelli dei desideri. Nessuna "carrucola a gemere come una banderuola dopo che il vento ha dormito a lungo". Sopra l'apertura solo un tronco di legno segnato da profonde cicatrici, ricordo dello scorrere delle corde tirate dagli asini. Un posto stano, surreale, ma che trasudava fascino e importanza.

Ricordo un'altro pozz
o in Kenya, ma non ricordo il nome. Due o tre semplici rubinetti che escono dalla terra e attorno decine di persone in ordinata attesa con i loro contenitori gialli da 20 litri e tanta, tanta pazienza.

Ricordo le rive del Lago Vittoria e il fiume di persone che ogni giorno, mattina e sera, va e poi viene. E poi va e poi viene. E poi va e poi viene. Giorno dopo giorno. Per una vita. E il lago diventa il posto dove farsi il bagno, lavare i vestiti e le pentole e i figli piccoli, far bere mucche, asini e maiali, recuperare l'acqua per bere e cucinare, e vattelapesca cos'altro ancora.

E ora tutti giorni
andando verso la clinica passo di fronte a due pozzi appena fuori il campo profughi e assisto al viavai di carretti costruiti con un semplice barile di metallo, due ruote, un asino e un "autista". Delle improvvisate autocisterne che si riforniscono ai pozzi e portano l'acqua in tutto il campo profughi. Per quanto ne sappia io (tutto quelloche abbiamo a disposizione è una mappa disegnata a mano da un Health Promoter che vive nel campo) i pozzi sono una ventina e le persone che dipendono da quei pozzi si stima siano dalle 300 alle 500 mila. In teoria l'acqua è gratis, è un bene comune e non è giusto che appartenga a qualcuno. Ma dato che sono pochi quelli che hanno la possibilità di andare direttamente al pozzo diventa necessario dover pagare il trasporto.
Qui nel campo l'acqua (perchè alla fine è comunque l'acqua che si compra) si paga cara. Per 2 taniche da 20 litri normalmente ci vogliono 2,5 SDG (pound sudanesi), ovvero circa 70 centesimi di Euro. Ma nella stagione delle pioggie, quando tutto diventa fango e gli spostamenti quasi impossibili, il prezzo raddoppia.

Però ogni giorno qua in Sudan vedo anche una cosa bellissima. Fuori da quasi tutte le case che si affacciano sulla strada ci sono delle otri di terracotta, tenute all'ombra e spesso chiuse con un coperchio. E ogni giorno il proprietario si occupa di non far mancare mai l'acqua. Chiunque per strada ha il diritto di attingere a quest'acqua fresca per potersi dissetare.
Perchè l'acqua dovrebbe essere un diritto. Per tutti.

... ... ... ... ... ...

Il nuovo libro di PeaceReporter sul rapporto tra conflitti e sfruttamento delle risorse esce mentre in Italia si privatizza l'acqua

Guerra alla terra prova a raccontare alcuni esempi del distorto rapporto tra uomo e natura nel mondo. Afghanistan, Delta del Niger, Territori Occupati palestinesi, Bolivia, cosa hanno in comune? Sono alcuni dei luoghi in cui la fame di ricchezza dei potenti della terra sta utilizzando lo strumento della guerra per appropriarsi delle risorse e del territorio in modo indiscriminato e selvaggio.

E mentre esce il libro, nel nostro paese si imbocca la strada della privatizzazione dell'acqua. Un bene che non può avere padroni, esattamente come l'aria. Un bene essenziale, che deve essere di tutti, cioé pubblico.

Ma la scelleratezza dei nostri politici evidentemente non ha limiti e non ha pudore, e sceglie di svendere il bene collettivo più prezioso ben sapendo che è proprio sull'acqua che si stanno giocando le mosse della geopolitica internazionale, e che il controllo di questa risorsa sarà sempre più al centro degli interessi dei potenti del mondo - che sono i ricchi e non i governanti - e quindi dei conflitti mondiali.

Sulla privatizzazione delle acque, e sul movimento per mantenerle pubbliche costruito dalla società civile in molti Paesi lo scontro con i governi è stato durissimo, e spesso, per fortuna, è stato vinto dal popolo.

In Italia ci sono state esperienze importanti contro la privatizzazione dell'acqua, e anche nel nostro paese spesso la ragione e il buonsenso hanno prevalso sull'ingordigia.

Ma oggi il gioco si fa pesante: non è più un Comune più o meno grande che sceglie di sottrarre ai suoi cittadini di che dissetarsi. Oggi è il Governo a provare a fare l'interesse di qualche grande compagnia invece che quello dei suoi elettori e in generale degli italiani.

Qualcuno sull'acqua è riuscito a camminare, ma spesso con l'acqua si scivola. E se si cade sull'acqua, a differenza di quanto si possa immaginare, ci si può far male.
Speriamo che l'Italia segua l'esempio della Bolivia.

E, per una volta, chiediamo ai nostri lettori di attivarsi contro quello che è il peggiore furto ai danni della collettività. Privare la gente del diritto all'acqua è davvero una scelta criminale, a cui ci di deve opporre con ogni mezzo lecito.

Per comprare il libro Guerra alla Terra, edito da edizioni ambiente, clicca qui

Maso Notarianni (da Peacereportr.net)

16 ott 2008

A&A in Lamu

..sole..oceano..sabbia..cielo..
..Angi & Andriiia..

6 ott 2008

Via.


Goodbye my friends..
..my friends goodbye.
 
andriia

(non è la fine, è semplicemente un altro inizio)

(picture from the Khartoum airport..c'è il wi-fi!!)

4 ott 2008

Ecco.

Ecco.

Ho iniziato.
Ho vinto l'inerzia iniziale che mi bloccava e ho cominciato a preparare i bagagli.
La stanza ora è strana..le foto sono ancora tutte sulle pareti, ma tutto il resto non è più lo stesso. I comodini sono quasi vuoti, solo
 la lampada, un segnalibro e il caricatore del cellulare. E poi una pila di libri che non so dove metterò e come faranno tutti a starci ma di lasciarli qui non ci penso neanche e un mucchio di scatole e cestini tutti scocciati e imbottiti pieni di cose. I vestiti sono ancora nell'armadio, nella v
aligia per ora c'è solo roba varia, buttata dentro senza logica.
La notte mi porterà consiglio e domani forse sarò più pronto.
O forse no.
Ma le cose più importanti sono già al sicuro.


25 ago 2008

A&A reprise...


"Nella vita ci sono due tipi di persone. Quelli che restano a casa e gli altri."
(R. Kipling)

24 ago 2008

Mani

Guarda le tue mani
hanno grandi desideri
vedi quanti segni
sono i ricordi
che hai dentro al tuo cuore
dammi le tue mani
stringimi e sorridi
ed avrai domani
un giorno migliore

Oggi puo' essere un gran giorno
che ti sorriderà
credi nei tuoi sogni
il mondo splenderà

Ehhh gli occhi chiudi gli occhi
e sogna quello che ti va
quando apri gli occhi
e un gran sole ci sarà

Ti senti libero
perfetto

Guarda le tue mani
hanno grandi desideri
credici nei sogni
sono i battiti e il ritmo del cuore

Chiudi le tue mani
stringi forte i pugni
ed avrai domani un giorno migliore

Oggi può essere un gran giorno
che ti sorriderà
credi nei tuoi sogni
e il mondo splenderà

Ehhh gli occhi chiudi gli occhi
e sogna quello che ti va
quando apri gli occhi
e un gran sole ci sarà

Ti senti libero
Perfetto
il cuore elettrico
l'animo fantastico

Oggi puo' essere un gran giorno
che ti sorriderà
credi nei tuoi sogni
e il mondo splenderà

Gli occhi chiudi gli occhi
e sogna quello che ti va
quando apri gli occhi
e un gran sole ci sarà

Guarda le tue mani
hanno grandi desideri
credici nei sogni
al ritmo del tuo cuore

Oggi puo' essere un gran giorno
che ti sorriderà
Oggi puo' essere un gran giorno
datti un'oppurtunità

(Paolo Belli, Un giorno migliore)

P.S. Ma si può?!?...sto via 7 giorni e Ringo cosa mi combina?...smette di sbavare!!!
Bravo Ringo..ormai sei un ometto..

4 ago 2008

Il vento e il grano...

28 lug 2008

Mani libere

I got so many questions running up inside my mind
Life is so long but it isn't still enough time
To answer all the questions I got inside my mind
Io vorrei spingermi un poco più aldilà
Dove la musica è un fuoco che ci unisce
E fa brillare tutta la realtà
Dove la verità non appassisce
Sunshine is a friend of mine
Rainfall is a friend of mine
Earthquake is a friend of mine
Bodyshake is a friend of mine
Technology is a friend of mine
Electricity is a friend of mine
Bassline is a friend of mine
La conga is a friend of mine
Il ritmo is a friend of mine
Il cielo is a friend of mine
Underwater is a friend of mine
The holy spirit is a friend of mine
Silence is a friend of mine
Violence NOT a friend of mine
My friend is a friend of mine
My enemy is a friend of mine
Mani libere, mani mani libere oh oh oh oh
Mani libere, mani mani libere oh oh oh oh

27 lug 2008

La mia stanza

Ci sono cose che, come sono appese al muro, allo stesso modo te le porti dentro...un tatuaggio sul cuore, una pezza cucita sull'anima, l'ombra incollata ai piedi...
E guardare un pezzettino di muro è un po' guardarsi dentro, cercando di capire cos'è, cos'è stato e cosa sarà.

20 lug 2008

Due ruote...

Ieri sono venuti a trovarci in ospedale questi 4 personaggi...gente particolare, tagliata giù grossa. Con due moto (un KLM950 e un'Africa Twin) e una macchina di supporto (il mitico Mitsu L200) stanno attraversando tutta l'Africa da nord a sud...partiti da Venezia hanno raggiunto Tunisi e da li giù driti fino a Città del Capo, in South Africa. Il tutto li dovrebbe impegnare 2 mesi. Ovviamente...inshallah!

Fatto sta che avere davanti agli occhi quelle due belle motorette e pensare di non poter farci un giro...che nervoso...
Vabbè...in ogni caso l'impresa di questi romantici cavalieri solitari dei nostri tempi partiti alla ricerca di non si sa cosa è legata ad u
na associazione chiamata "Bambini nel deserto" ed è possibile seguire on line tutto il viaggio sul sito "TransAfrica NordSud 2008".
In bocca al lupo amici....
...quanta invidia!!!!!!




13 dic 2007

Anita

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